Riceviamo da Roberto Maria Bacci

Quale cultura e identità a Cinisello Balsamo?

A Cinisello Balsamo è stato inaugurato il centro culturale “Il Pertini” il 21 settembre 2012. Dovremmo essere contenti di questo nuovo luogo di aggregazione, ma, come si dice: “non è tutto oro quel che luccica”.

Quali interrogativi porci se il preventivo di spesa per la realizzazione de “Il Pertini” era di 7 milioni di euro e il costo finale è lievitato a oltre 15 milioni di euro? E a questi costi aggiuntivi, per i quali nessun amministratore ha mai sentito il dovere di giustificare scelte sbagliate e/o errori e conseguente eccessivo dispendio di denaro pubblico, dobbiamo, poi, aggiungere gli impegnativi costi di gestione, quantificabili in 1 milione di euro all’anno. E siamo così sicuri che, nonostante l’imponente struttura, questa sia stata realizzata al meglio, ovvero sia “poliedricamente” funzionale e non presenti invece significativi limiti nell’utilizzo dei suoi spazi interni? E ancora: “Il Pertini”, nuova struttura, come si colloca nella cultura e nella storia di Cinisello Balsamo e/o di Cinisello e Balsamo?

Dagli anni cinquanta agli anni ottanta in poi la sua popolazione è quintuplicata. Nel pieno degli anni della migrazione interna sono state costruite tante case e ancora se ne costruiscono oggi e se ne costruiranno ancora domani, e, stando all’approvazione dell’ultimo Piano di Governo del Territorio (PGT), fino all’ultimo appezzamento di terra sfruttabile.

Piazza Gramsci (un tempo “la Perla”), significativa per caratteristica e semplicità originari, è stata rifatta due volte, a mio giudizio in peggio, con inutile impiego di fiumi di denaro pubblico.

All’antica linea di tram a vapore (gamba de legn) istituita nel 1890 e soppressa nel 1957, che passava per Balsamo e Cinisello, si è sostituita la nuova tramvia (linea 31) inaugurata nel dicembre 2008 e che ha visto l’impiego di significative risorse economiche (120 milioni di euro) ma, dopo appena quattro anni di attività, già monca del tratto via bignami/piazzale Lagosta; scelta decretata con la realizzazione della linea 5 della metropolitana milanese.

Ora è in discussione la realizzazione della nuova piscina che dovrebbe essere costruita (con quale impegno economico per il nostro comune?) dov’è il “Parco della Costituzione” che, se si decidesse per la realizzazione della piscina, in larga parte sparirà.

Nel “Bilancio partecipativo” di anni fa, la scelta più votata da molti giovani e cittadini di Cinisello Balsamo aveva indicato la volontà che si realizzasse una pista per skates, ma di tutto questo non se ne è fatto nulla per mancanza di fondi e i tanti cittadini, in maggioranza giovani, che hanno creduto in quegli amministratori sono stati traditi.

C’è un assoluto bisogno di strutture residenziali per le persone con handicap specifici (evidenziato anche dall’allora assessore ai Servizi Sociali di Cinisello Balsamo, Siria Trezzi, attuale Sindaco, nel suo intervento all’appuntamento del febbraio 2011 con “La Provincia in Comune”, incontro pubblico con la Giunta Provinciale itinerante, presente il Presidente della Provincia, Roberto Podestà), come l’autismo. In quasi 70 anni di governo ininterrotto di partiti che si sono riconosciuti nella stessa parte politica non si è mai pensato di costruirne (sul territorio di Cinisello Balsamo non ne esiste alcuna): perché non c’è mai stata volontà politica (nessun programma amministrativo di chi ha governato la città ha mai compreso alcuna proposta in tal senso); perché non sono mai stati preventivati fondi utilizzabili e finalizzati allo scopo; perché non sono mai stati individuati terreni  destinati per quella eventualità.

Gli antichi borghi agricoli di Cinisello e Balsamo conservavano forti la storia di secoli che caratterizzava le due comunità rurali, ma oggi, dopo la loro unione nel 1928, dalla quale è nato il comune unico, Cinisello Balsamo è una città  indistinta, insignificante, brutta. Dopo l’urbanizzazione selvaggia voluta dalle amministrazioni che si sono succedute dagli anni cinquanta agli anni ottanta al governo della città e che non hanno saputo, o voluto, conservare ciò che significativamente rappresentava la storia millenaria dei due borghi, Cinisello Balsamo, in continua trasformazione, non ha, ancora oggi, una visione identitaria.

Roberto Maria Bacci

Cinisello Balsamo, 29 dicembre 2013

 

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