Riceviamo e pubblichiamo

Scheletri nella città 

Quante volte si è usata la metafora: “avere uno scheletro nell’armadio” per nascondere qualcosa di riprovevole, da non confessare, da tenere ben nascosto e probabilmente, metaforicamente, ognuno di noi ha più di uno scheletro nel suo armadio.

IMG_1942

Ma nascondere lo scheletro terribilmente reale in via Sant’Ambrogio, nel centro della città di Cinisello Balsamo, è cosa alquanto impossibile.

Se vi capita di transitare in via Sant’Ambrogio, subito dopo il porticato che è un tutt’uno con la torre dell’Hotel Europa, non potrete non accorgervi dello scheletro a cui mi riferisco, ovvero all’ammasso informe e spettrale di cemento in stato di abbandono che deturpa quel poco di gradevolezza che poteva assalirti percorrendo quella via che costeggia il parco di Villa Ghirlanda e che prorompe sulla stessa con il suo folto verde e dove è ancora presente uno dei rari esempi delle vecchie corti di Cinisello Balsamo.

Dove ora è presente quella vergogna sono stati abbattuti vecchi ruderi di case che riportavano a un passato di vissuti percepibili e quelle vecchie mura emanavano comunque calore. E ora quello spaccato di via con il suo minaccioso scheletro è freddo, respingente, brutto e offende la storia della città sempre più preda delle voraci tentazioni edificatrici con i suoi scheletri, che, purtroppo, anche se metaforicamente, percepisci come presenze.

IMG_1947

IMG_1945

Roberto Maria Bacci

Cinisello Balsamo, 17 agosto 2014

 

 

 

 

Alberi e sagrati

Anni fa all’interno delloratorio San Pio XI, in via San Saturnino 18 a Cinisello Balsamo, furono tagliati decine di enormi platani secolari. Ritenni e lo ritengo ancora oggi che quella fu una scelta scellerata.

Con l’ennesimo rifacimento di piazza Gramsci anche il sagrato della chiesa di Sant’Ambrogio è evaporato con la sua storia. C’è da chiedersi quale insano suggerimento o motivo abbia indotto e/o convinto a fare quella scelta antiestetica, antireligiosa, ovvero chi della chiesa ha avuto il potere di decretare l’azzeramento storico di quel sagrato che, oltretutto, era uno spazio consacrato, per fondersi in un indistinta piazza, oltretutto brutta, inospitale e pericolosa.

Da non molto sono stati ultimati i lavori di sistemazione di via San Saturnino e di via San Martino, pertanto anche il tratto che da un lato incrocia viale delle Rimembranze e dall’altro fiancheggia il sagrato della chiesa di San Martino. Anche in questo caso, purtroppo, è stata fatta evaporare la storia dell’antico sagrato assieme alla sua bellezza, per lasciare posto al nuovo sagrato che solo il cattivo gusto degli uomini di chiesa e di chi insieme a loro hanno deciso così potevano immaginare e realizzare in peggio.

E’ di questi giorni notizia che la piazza San Giuseppe antistante l’omonima chiesa sarà investita di lavori di sistemazione e tre piante decennali dovranno essere sacrificate all’ambizione del nuovo, del funzionale, del razionale, del moderno.

Se si percorre  via Leon Battista Alberti, via XXV Aprile, via Ludovico Ariosto, via Domenico Brambilla, via Beato Carino, via Ugo Foscolo, via Umberto Giordano, via Abramo Lincoln, via Monte Santo, via Aldo Moro, via Risorgimento, via Luigi Settembrini, via Palmiro Togliatti, potremmo forse non accorgerci di nulla (ah, questa infinita crisi italiana che distrae e offusca), ma con un po’ d’attenzione ci accorgeremmo che qualcosa manca: alberi. Dimore dove prima c’erano alberi ora sono vuote e non da ieri, ma da anni.  Contare le dimore vuote può sembrare un lavoro certosino, ma non è impossibile farlo e per quante ne ho contate io sono tra le 300 e le 400 piante che sono assenti da quelle vie, da altre vie e viali di Cinisello Balsamo.

C’è chi ha scritto di Cinisello Balsamo che è una città brutta. Affermazione questa subito contestata dall’attuale Sindaco, dottoressa Siria Trezzi. Da cittadino di Cinisello Balsamo dalla nascita, carico di vissuti e di ricordi  di ciò che era Cinisello Balsamo, con sofferenza e dispiacere sento di affermare che se qualcosa di bello e di umano si percepiva e si respirava dai vecchi borghi di Balsamo e Cinisello, oggi Cinisello Balsamo è una città più che brutta. E’ una città insipida. E’ una città fredda. E’ una città, quasi oramai, senza storia.

Roberto Maria Bacci

Cinisello Balsamo, 17 agosto 2014

 

Lascia una risposta